Italia vuole estendere le regole Tv anche al Web
Questo che segue e’ un articolo del WSJ pubblicato poche ore fa.
Personalmente sono allibito
Forse avrei fatto meglio a intitolarlo
La Cina non è poi così lontana
L’Italia intende estendere la regolamentazione di radiodiffusione televisiva a siti Web che trasmettono filmati, segna uno dei tentativi più radicali da un governo occidentale a stringere il controllo e l’uso di video su Internet.
Il progetto di decreto, dovrebbe entrare in vigore all’inizio di questo mese, avrebbe costretto siti come Google e YouTube a operare come le emittenti televisive tradizionali all’interno dei confini italiani.
Paolo Romani, vice ministro delle comunicazioni in Italia, ha detto in un’intervista. ”Se si usa materiale protetto da copyright, il sito diventa un prodotto editoriale, un’emittente che si trova allo stesso livello di altre emittenti”.
Secondo le norme proposte, i siti dovranno ottenere il permesso di ospitare filmati protetti da copyright, come ad esempio i programmi TV, che gli utenti spesso postano su siti come YouTube. Sarebbero inoltre necessari per ottenere le licenze di trasmissione dall’uffico. Ufficio di Mr. Romani, e sarebbe diventato responsabile per qualsiasi materiale diffamatorio postato nei video.
Le infrazioni potrebbe portare a multe e denunce per diffamazione e violazione del copyright, in base a una copia del progetto di decreto esaminato da The Wall Street Journal.
E’ la prima volta che un governo europeo cerca di addossare a Internet responsabilita’ per il contenuto generato dagli utenti, ha detto Stefan Krawczyk, un portavoce della European Digital Media Association, un gruppo di associazioni i cui membri includono Google, Yahoo Inc.., Amazon. com Inc. e Microsoft Corp.
“Questo è veramente grave, perché stabilisce un precedente. Oggi e’ l’Italia, e domani potrebbe essere la Lettonia e la Grecia o la Danimarca,” Mr. Krawczyk ha detto, che l’associazione ha inviato una lettera di reclamo a Roma e a Bruxelles.
Mr. Romani ha detto che il decreto e’ una risposta a una direttiva della Commissione europea di portare le normative nazionali in linea con le norme dell’Unione europea inteso a ridurre gli ostacoli alla vendita di annunci, film e diritti televisivi.
Ma i dirigenti Internet dicono che la direttiva precisa che le norme UE non dovrebbe cambiare il modo di regolamentare i governi video siti web.
“E’ un tipo di quadro giuridico che sta cercando di applicare le stesse regole dei media tradizionali a soggetti come noi”, ha detto Marco Pancini, consulente di Google in materia di politica di alto livello in Italia, “renderebbe quasi impossibile investire per lo sviluppo di questo tipo di tecnologia”. Stefano Parisi, amministratore delegato del provider di servizi Internet di Fastweb SpA, ha dichiarato, il decreto “e’ solo l’aggiunta di ulteriori ostacoli burocratici per le imprese che operano in un mercato in rapida evoluzione.”
Il mese scorso, Google e dirigenti di Yahoo hanno sollevato obiezioni al decreto in un incontro con il signor Romani. il quale ha assicurato che il decreto sarebbe stato rivisto in modo che “i singoli blogger” non rientrano nel quadro normativo.
Google ha recentemente minacciato di tirarsi fuori dalla Cina dopo che il governo cinese ha condotto attacchi informatici ai suoi utenti. Nel mese di dicembre, un tribunale di Parigi ha condannato l’azienda per violazione del copyright per la scansione di libri e estratti resi disponibili on-line. Google è attraente.
Italia, prima ancora che le nuove norme proposte già andando oltre maggior parte dei paesi occidentali per contenere siti web responsabile per il contenuto.
I dirigenti di Google sono sotto processo a Milano per diffamazione. i giudici dicono che non ha adeguatamente vigilato su un video pubblicato su Google che mostra la prepotenza verso un bambino disabile che e’ stato malmenato da uno dei suoi aguzzini. Gli avvocati di Google dicono che non possono essere ritenuti responsabili per i video inviati dagli utenti e che il sito Web ha rimosso il video dopo la notifica da parte delle autorità.
Separatamente, un tribunale di Milano ha recentemente intimato a YouTube di non trasmettere le clip da un programma televisivo prodotto da Mediaset SpA. Il giudice, nel caso detto che YouTube ha fatto un uso illecito di programmazione e di copyright dell’emittente, di proprieta’ del primo ministro Silvio Berlusconi. Google ha detto che fara’ appello.
Il decreto potrebbe anche stimolare siti di video e le emittenti televisive ad adottare i contenuti-sharing, come quello tra Rai e YouTube. Andrea Portanti, direttore di Radio Audizione Italiane Internet, ha detto che la RAI potrebbe piu’ facilmente intraprendere azioni legali nei confronti di altri siti web che trasmettono i video della RAI.
Alla faccia della globalizzazione aggiungo io
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| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da IlTrillo.com il 3 febbraio 2010 alle 11:34, ed è archiviato come News. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |

